Epilazione medica permanente

Epilazione medica permanente

L’epilazione viene eseguita da moltissimi anni con l’ausilio di sistemi Hi Tech come IPL (luci pulsate intense) e laser. La prima evidenza dell’efficacia di tali metodiche nella depilazione risale al 1996, quando Mitch Goldman osservò che la ricrescita dei peli si riduceva dopo trattamenti IPL.

Inizialmente questo effetto fu considerato collaterale dalla FDA americana. Nello stesso anno Melanie C. Grossman dimostrò che un laser al ribinoera in grado di ridurre la crescita dei peli nel cane. un anno dopo, nel 1997, Curt Littler e David Goldberg dimostrarono l’efficacia della depilazione definitiva del laser Q-Switched Nd- yang (1064 nm) sull’uomo.

L’evoluzione delle tecnologie per l’epilazione medica ha portato allo sviluppo di sistemi laser in grado di dare risultati eccellenti.

Questi  sistemi laser si basano sull’emissione di luce laser ad alta energia temporizzata in millisecondi, per permettere di colpire la melanina presente nel pelo, preservando al tempo stesso la cute. l’esecuzione della seduta con questi macchinari consiste nell’effettuare un solo passaggio su ogni punto da trattare, emettendo singoli spot ad alta energia.

I risultati sono visibili già dalla prima seduta e consistono nella riduzione del numero di peli e della loro dimensione e allungamento del tempo di ricrescita.

Il numero di sedute necessarie dipende dalla zona corporea da trattare, dal sesso del paziente e dalla concomitanza di eventuali disturbi ormonali che possono causare l’irsutismo femminile vero.

Attualmente grazie alle apparecchiature di ultima generazione, i trattamenti sono pressochè indolore, si possono trattare anche pazienti con peli chiari e carnagione scura ed abbronzata.

Con il Laser è possibile trattare anche le TELENGECTASIE:

I capillari dilatati sono i disturbi più frequenti delle gambe femminili; colpiscono circa il 50% delle donne e il 10% degli uomini.

Tuttavia non devono essere considerati un semplice inestetismo ed essere quindi sottovalutati.

Possono infatti essere segno di un’alterazione della circolazione sanguigna degli arti inferiori quale un’insufficienza venosa in fase iniziale e quindi una malattia da curare.

Nella maggior parte dei casi alla base della debolezza della parete dei capillari e dell’insufficenza venosa c’è una predisposizione genetica.

Ma squilibri ormonali, gravidanza, sedentarietà, sovrappeso, stipsi, terapia anticocezionale, caldo ed esposizione al sole possono aggravare la situazione.

Oltre che con alla scleroterapia, si possono trattare anche con la Laser terapia.

L’energia catturata dal sangue contenuto nel capillare, che funge quindi da esca ottica, viene trasformata in energia termica.si determina quindi una immediata coagulazione del sangue all’interno del vaso che porterà ad una chiusura del capillare senza che la cute venga assolutamente danneggiata.

la sensazione che si avverte durante il trattamento è paragonabile a quella di un piccolo colpo di elastico tirato sulla pelle. I capillari trattati per circac2 settimane appariranno come dei cordoncini scuri per poi scomparire.

Il numero di sedute varia da caso a caso.

Trattamento delle Cicatrici

A seguito di una ferita ( post-chirurgica, traumatica, ustione, post acne, ecc), l’organismo risponde attivando una lunga cascata di processi riparativi.

Le fasi riparative di una ferita sono quattro:

  • fase emostatica
  • fase infiammatoria
  • fase proliferativa
  • fase maturativa

Questi processi accomunano la guarigione a prescindere che sia per prima o seconda intenzione; ciò che varierà in ciascun caso è la durata di ogni singola fase.

La cicatrici mature sono normalmente bianco perlacee, lucide e di consistenza dura.

Cicatrici da Acne:

Gli esiti cicatriziali da acne giovanile sono di frequente riscontro, interessano in genere il terzo medio inferire del viso, con maggiore concentrazione alla zona malare. Non di rado si possono avere esiti cicatriziali anche a livello di spalle e schiena e della fronte.

L’obiettivo del trattamento laser in questo tipo di lesioni è quello di ridurre le depressioni, rendendo la cute omogenea.

Nessun laser ad oggi è in grado di rigenerare una cicatrice ritrasformandola in cute vitale fisiologica, la cicatrice è una lesione permanente, ma la stimolazione termica e l’eventuale ablazione laser possono stimolare il rimodellamento del collagene, la produzione di fibre elastiche, la sintesi di neocollagene e di GAG.Tutte queste modificazioni concorrono all’effettiva ristrutturazione della cicatrice stessa risollevandone il fondo e rendendola meno evidente.

Il trattamenti può essere di tipo ablativo e non ablativo.

I risultati del laser non ablativo son più graduali e necessitano di un ciclo di almeno 3-4 sedute (1 seduta al mese per 3-4 mesi).

Il paziente ha solo edema ed eritema della zona trattata che può durare un paio di giorni, ma non crea problemi per la normale attività professionale e per la vita sociale del paziente stesso.

Il trattamento con laser ablativo, lascia la cute arrossata con la possibile formazione si essudato sieroso nei primi due giorni dopo la seduta.

Le cicatrici ipertrofiche e cheloidee

Queste lesioni oltre che essere visivamente eccedenti appaiono di colore roseo rossastro a causa della continua neoangiogenesi che la caratterizza e che ne permette anche la proliferazione.

Spesso sono pruriginose e dolenti.

Il laser vascolare permette di ridurre la vascolarizzazione della cicatrice e di ridurre il cheloide in poche sedute, associato anche al laser frazionato non ablativo.

Trattamento delle iperpigmentazioni cutanee:

Le iperpigmentazioni cutanee o macchie della pelle sono tra gli inestetismi che più frequentemente vengono all’attenzione del medico estetico.

Bisogna fare una diagnosi differenziale tra macchie melanocitarie (nevi veri e propri) e non melanocitarie (iperpigmentazioni benigne).

I nevi hanno un approccio prettamente dermatologico e non sono di pertinenza del medico estetico, mentrle le  iperpigmentazioni benigne possono essere trattate.

Si distinguono nell’ambito delle iperpigmentazioni semplici, sulla base dell’eziopatogenesi e della profondità, due gruppi:

  • lentigo simplex
  • Melasma Cloasma

La lentigo simplex è un accumulo di melanina superficial, si evidenzia con il tempo ed è tipica delle pelli con marcato photoaging.

Il melasma è sempre un accumulo di melanina, che però si trova in profondità a livello del derma medio ed è dovuto ad una fotosensibilizzazione ormonale o farmacologica.

Questa macchia è tipica delle donne giovani in età fertilee si può ewvidenziare con una certa frequenza in gravidanza o in donne con disturbi ormonali e cicli irregolari.

Con il laser è possibile trattare la lentigo, si ottiene una esfoliazione selettiva della zona di pertinenza della macchia cutanea, che consente di eliminarla. E’ possibile pertanto eliminare completamente una lentigo già in una sola seduta.

Il trattamento del melasma prevede l’uso del laser frazionato non ablativo, che consente di scaldare il derma e do stimolare la produzione di nuovo collagene.

Questo stimolo al ringiovanimento cutaneo, va a schiarire il melasma scongiurando nella maggior parte dei casi l’effetto rebound.

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